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Intervista a Daniele D'Onofrio

Intervista a Daniele D'Onofrio

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Daniele D'Onofrio insieme al suo inseparabile amico Otto
Daniele D'Onofrio insieme al suo inseparabile amico Otto

Premessa

" Daniele mi manderesti delle tue foto per l'intervista?"

"Si , te ne mando una con Otto, il mio cane, ci tengo davvero tanto!"

 

Un modo decisamente insolito per per introdurvi all'intervista di Daniele , pizzaiolo e romano verace, ma questo aneddoto la dice lunga sulla sua sensibilità.

Daniele è un ragazzo schietto , sincero , sempre alla ricerca della perfezione nel suo lavoro. Uno che, insomma , in quel che fa ci mette il cuore. 

Lo guardo ed in lui vedo un ragazzo di altri tempi, seppure avvolto da  una apparente corazza, ha il cuore tenero. 

Lo ricordo ancora emozionato prima del suo matrimonio con la sua amata Daniela: un emozione pura che ha travolto tutti noi che abbiamo assistito a quel momento attraverso foto e racconti.

 

" Vi assicuro che io non so ballare... Ma con lei lei riesco a muovermi a tempo"
" Vi assicuro che io non so ballare... Ma con lei lei riesco a muovermi a tempo"

Ecco ! Daniele non è un uomo che ha paura di dimostrare i suoi sentimenti . Lo fa sempre e non si nasconde. Probabilmente non ha la mente stereotipata , si commuove , è tenero e soprattutto ci mette tanto ma proprio tanto impegno. Di lui sono sicura che ama tre cose :

  1.  la moglie e la famiglia
  2. Otto
  3. La pizza

Ha maestria ed arte da vendere, con lui ho fatto la mia prima teglia romana" bassa e scrocchiarella" sennò non è romana. Quanta pazienza ha avuto nel guidarmi passo passo , le temperature, l'idratazione, la cottura, non si è risparmiato nel darmi consigli. 

Quella pizza la ricordo ancora, era talmente buona che stentavo a crederci di averla fatta io . E si! l'ho fatta io, principiante assoluta, immaginatevi che sapore avranno le meraviglie che sforna lui. 

Sono sicura che insieme a Daniele impareremo tante cose, ci svelerà tanti segreti e ci darà tanti consigli. Si sono proprio convinta che ci regalerà tutta la sua passione , il cuore e l'anima che sono gli ingredienti fondamentali delle sue meraviglie, accompagnato a tanto studio e voglia di crescere ed imparare. 

Con questi principi come premessa i risultati non potranno che essere eccezionali. 

Ora vi lascio all'intervista di questo ragazzo che ha tanto da dire. Mettetevi comodi e prendetevi 20 minuti per leggere, "ascoltate" le parole che sono scritte in questo breve racconto della nostra chiacchierata. No, non sono impazzita! le sue parole si ascoltano perchè hanno voce anche se scritte, hanno un anima: la sua, trasparente e piena di entusiasmo.

 

“Quando la necessità ci porta a usare parole sincere, cade la maschera e si vede l'uomo.”

LUCREZIO

Daniele
Daniele

Intervista a Daniele

1. CIAO DANIELE, INNANZITUTTO GRAZIE PER AVERE ACCETTATO LA NOSTRA INTERVISTA. INIZIAMO DA UNA BREVE PRESENTAZIONE. CHI SEI? DOVE VIVI? COSA FAI NELLA VITA?

 

Ciao,

Mi chiamo Daniele D’Onofrio sono nato a Roma e sia nella vita che per gioco e passione, faccio il manipolatore farinaceo o come diciamo noi a Roma “er Pizzettaro”

 

2. COSA TI HA FATTO AVVICINARE AL MONDO DELLA PIZZA?

 

 

 Finiti gli studi in ingegneria meccanica e dopo aver adempito al servizio militare, giovanissimo, parto per l’Australia perché avevo voglia di scoprire. Sono molto curioso e volevo arricchirmi imparando una lingua nuova nonché una cultura diversa, mi spingeva la sete di conoscenza che sentivo limitata restando fermo a Roma, cosi salutati amici e parenti , presi un volo per Perth in Australia dell’Ovest dove ho vissuto per 6 anni.

All’inizio è stata difficile, lo ammetto, il mio livello linguistico era fermo all’istruzione scolastica, così come primo lavoro fui assunto come lavapiatti in un piccolo ristorante nella periferia in cui abitavo. 

No! non era un ristorante italiano, sarebbe stato troppo facile chiedere lavoro in un ristorante italiano ed inutile visto che mi ero trasferito fino alla fine del mondo per ampliare la mia voglia di  sapere, così ho sfruttato bene quelle poche parole in inglese imparate a scuola, e presentai un breve e conciso C.V. con nome cognome e “Please i want to Work.” In un modesto ristorante indiano dove, oltre ai tipici piatti indiani, facevano anche la vera, verissima pizza italiana.

Lavorai lì per 1 anno e vi assicuro che ne uscii migliorato, il lavoro come lavapiatti era duro e comunicare in inglese con degli indiani che parlano inglese  con un forte accento asiatico fu così difficile che dopo soli 6 mesi lì dentro il mio inglese era già quasi perfetto.

Nonostante il mio ruolo fosse quello di lavapiatti appena avevo un attimo davo sempre una mano in cucina, diciamocelo, noi italiani la cucina ed il buon gusto li portiamo nel sangue, e attirato da ciò strinsi una buona amicizia con Dipu, il primo pizzaiolo, che vantava esperienze lavorative a Napoli, a cui io non ho mai creduto, ma la sua pizza napoletana verace con pummarola n’guppa (come stentava la sua pronuncia) mozzarella e ananas era il suo piatto forte. Un Vanto per certi versi. 

Insomma questi furono i primissimi passi che iniziavo a muovere nel mondo della pizza.

 

3. COSA SIGNIFICA PER TE IMPASTARE?

 

Io definisco impastare come un Allenamento per il cervello.

Studiando quest’arte si apprende che non solo gli ingredienti principali ma anche un’altra grande quantità di fattori influiscono sul prodotto finale, come la tempistica, la temperatura, l’umidità, la manualità ecc… tutti fattori che vanno conisderati e calcolati con la stessa importanza con cui si calcolano acqua e farina. 

Per questo il cervello lavora moltissimo analizzando ogni fattore per giungere al prodotto finale già prima di iniziare, perché la panificazione è un lavoro che inizia partendo dalla fine. 

Sì esatto! dalla fine, pensi al prodotto finale, a che ora devi averlo pronto e da lì vai a ritroso per capire quando iniziare, quando rinfrescare i lieviti. Calcolando ogni singolo elemento. Non è un allenamento per il cervello questo? Io lo trovo bellissimo e stimolante.

 

4. TI PIACE SPERIMENTARE?

 

Oggi c’è una stragrandissima quantità di farine differenti che rendono questo mestiere ancora più stimolante e divertente, e le combinazioni sono così molteplici che la sperimentazione diventa quotidiana.

 

5. RACCONTACI LA TUA FILOSOFIA IN CUCINA

 

La mia filosofia in cucina è molto semplice, la cucina è il cuore della casa, è la massima rappresentazione del concetto di aggregazione, di calore, di famiglia, si cucina sempre per qualcuno a cui si vuole bene, che sia un marito, un compagno, un  figlio un amico o perché vogliamo bene a noi stessi. Sono convinto che chi cucina non lo fa solo per sopravvivenza ma principalmente per Amore. 

Mettersi ai fornelli e preparare un piatto è un dono d’ Amore che non va mai sottostimato e trasmettere questo ad una clientela o agli alunni che frequentano i miei corsi, per imparare e migliorare se stessi , ma anche per fare un dono a qualcuno a loro caro,  è la mia massima aspirazione, la mia serenità.

 

6. SI PARLA TANTO DI SPRECO ALIMENTARE, CI DICI IL TUO PENSIERO?

 

Il problema al centro della questione è che in questo preciso periodo storico c’è troppa varietà di cibo ed è troppo facile reperirla.

Penso di appartenere all’ultima generazione che aveva le madri casalinghe e i padri a lavoro di default, oggi questo accade raramente e di conseguenza avendo meno tempo sia per i figli che per se stessi ha portato ad un elevato consumo di cibo facile da trovare. Crescendo questa richiesta è cresciuta in parallelo anche la richiesta di una varietà differente di cibo e la crescita di internet ha influenzato parecchio il modo di alimentarsi, le persone sono più informate su quello che mangiano e come mangiano e questo a fatto sì che nascessero mode e lotte per il cibo e sul modo di alimentarsi. A me veniva messo davanti un piatto di zucchine a pranzo e se non lo mangiavo me lo ritrovavo a cena, ora non si ha più tempo per una educazione del genere ora ci si informa sulla rete su come e cosa mangiare e di conseguenza aumentano gli sprechi. Quello che ci servirebbe è solo un po’ più di tempo a disposizione e trovare una soluzione per allentare la stanchezza data dal peso lavorativo. So perfettamente che non tutto di ciò che accade dipende da noi, ma sarebbe bello trovare una soluzione per dedicarci più a noi stessi, riuscendo così a fare molto di quello che dobbiamo fare con più entusiasmo, e non solo perché va fatto, credo che ci aiuterebbe anche a cambiare le nostre abitudini alimentari e di conseguenza gli sprechi. 

 

7. CREDI CHE ESISTA SOLO UN METODO PER FARE UNA BUONA PIZZA?

 

I metodi per fare una buona pizza sono tanti come tante sono le tipologie che si trovano sul nostro territorio, solo a Roma abbiamo la pizza in teglia, la tonda romana, la pizza alla pala, che è un prodotto prettamente da forno, per poi passare alla focaccia pugliese, la pizza genovese, la famosissima tonda napoletana ecc. L’importante per me è trasmettere la mia passione facendo appassionare chi mi segue, riuscire in questo è alla base della mia etica di insegnamento, la passione smuove le montagne e fa superare ogni ostacolo e poi indubbiamente creare un prodotto che ci soddisfi e soprattutto avere Pazienza che è un ingrediente fondamentale, perché la fretta è nemica della panificazione, per avere un buon prodotto bisogna imparare principalmente ad avere pazienza.

 

8. COS’E’ PER TE UNA BUONA PIZZA?

 

Una buona pizza è una pizza fatta con conoscenza delle materie prime utilizzate che ci soddisfi il palato e impenni l’autostima.

Quanto ci rende felici sfornare una pizza buona?

 

9. CI SVELERESTI UN PICCOLO TRUCCHETTO PER UNA BUONA PIZZA FATTA IN CASA IN ANTEPRIMA?

 

L’acqua del rubinetto che utilizziamo per gli impasti è resa potabile per l’aggiunta del cloro che è un derivato del cloruro di sodio il quale è un inibitore del lievito e quindi influisce sui nostri impasti. Vi consiglio di mettere l’acqua che andremo ad utilizzare in una brocca ed aspettare circa un oretta che evapori in maniera da renderla adatta alla panificazione.

 

 

10 . COSA CONDIVIDERAI CON NOI DI ALL FOOD PASSION?

 

Prometto di insegnarvi a preparare un’ottima pizza in maniera semplice, pulita ed organizzata. 

Magari faremo anche qualche Pane o perché no! sforneremo qualche Rosetta insieme.

 

11 COSA VORRESTI CHE TROVASSERO IN TE I NOSTRI LETTORI?

 

Mi piace trasmettere la passione e l’impegno che ho per questo mestiere e vorrei tanto che si uscisse dal preconcetto che la pizza è solo acqua e farina ma al contrario si palpasse vivamente che c’è ricerca, studio , impegno , passione, una Storia ecco, la Storia di una Persona.

 

12 PER COCNCLUDERE CI RACCONTERESTI UN ANNEDDOTO PER CONOSCERTI MEGLIO?

 

Ad un certo punto della mia vita lavorativa ho capito che l’unico modo che avevo per continuare a crescere e principalmente  ad imparare, fosse quello di condividere. Condividere è alla base della crescita, condividere è donare ma soprattutto ricevere e quando ricevi impari tantissimo anche dagli errori, così ho creato un profilo instagram che rappresentasse questo mio concetto di condivisione ed invece di chiamarlo con il mio nome lo ho intitolato appunto LAPIZZADIROMA.

Un ritrovo di condivisione per amanti della pizza romana e della panificazione in generale.

 

 

13 DOVE POSSONO SEGUIRTI I NOSTRI AMICI DI ALL FOOD PASSION?

 

Sono presente su varie piattaforme come instagram, youtube, facebook e telegram basta cercare LAPIZZADIROMA

 

Grazie Daniele per il tempo che ci hai dedicato, non vediamo l'ora di vedere le tue fantastiche creazioni su all food passion.

Articolo a cura di Anastasia Barone

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