Red velvet cream tart e Rosis 2017 di Cantina di Bolzano!

Red velvet cream tart e rosis 2017 di cantina Bolzano!

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red velvet cream tart
red velvet cream tart

Questa settimana per l’abbinamento si cambia musica e il vino scelto ballerà un valzer elegante con un bellissimo dolce, goloso trionfo di colori e sapori di ispirazione statunitense: una Red velvet cream tart coi fiocchi, in più a forma di cuore!

Se vuoi leggere e guardare la ricetta completa: https://www.allfoodpassion.com/ricette/dolci/red-velvet-cream-tart/

La creatrice di questo ‘dolce cuore’ è Fabiana Postorino, o Fabia, per chi la legge e segue sul suo blog ‘Le delizie di Fabia’. Nata e cresciuta nel cuore del nostro sud, nella bella Calabria, si descrive come solare, emotiva, testarda, schietta e dice di esprimere tutta se stessa nella propria cucina, in un processo creativo che le regala ‘la pace dei sensi’ e che la realizza a pieno.

Se volete conoscerla meglio: https://www.allfoodpassion.com/2020/05/26/intervista-a-fabia-di-delizie-di-fabia/

Stavolta, la mia ispirazione per l’abbinamento è stata istintiva, direi ‘di pancia’ o come se avessi avuto un’apparizione ‘celestiale’: il Moscato Rosa dell’Alto Adige o Rosenmuskateller!

 

vino rosato

Valutando poi, nello specifico, gli ingredienti che andavano a comporre il dolce, ho avuto conferma che il mio istinto aveva assolutamente ragione.

Questa “torta di velluto rosso” ha una texture umida, vellutata e soffice che, assieme alla sensazione prevalente di dolcezza, ne aggiunge una appena accennata amarognola e aromatica data dal cacao amaro, bilanciata dal pizzico di acidità regalata dal latticello. La farcitura aggiunge un’esplosione di sapori: alla sensazione dolce e grassa di mascarpone e panna zuccherati, aromatizzati dalla vaniglia, si uniscono la freschezza, l’acidità e i marcati profumi di fragole e mirtilli.

Avevo bisogno di equilibrare e valorizzare questa meraviglia con un vino dolce, complesso, dalla grande carica aromatica che reggesse il confronto, ma anche capace di sgrassare bene il palato grazie ad una potente acidità. Complici, poi, i sentori di rosa e fragola che questa tipologia di vino offre, uniti ad un colore rosso intenso, di brillante meraviglia, che rendeva perfetto anche l’abbinamento cromatico...avevo altra scelta oltre al Moscato Rosa?! Mi raccomando: servito bello fresco, ad almeno 6-8 gradi!

Il vitigno Moscato Rosa è un vitigno molto antico e le sue origini sono, in parte, ancora incerte e avvolte nel mistero: di probabili origini greche, passando per la Sicilia è giunto in Trentino verso metà dell’Ottocento. La leggenda, mista a storia, narra che il Principe Enrico di Campofranco, della famiglia dei Borbone, a causa di un matrimonio con gli Asburgo, nel 1851 si trasferì dalla Sicilia a Caldaro (Alto Adige), portando con sé alcune “marze” di Moscato Rosa…e fu subito un gran successo.

Il suo nome non deriva dal colore della buccia, tra il blu e viola intenso, ma dal delizioso profumo di rosa, che si riscontra nel vino prodotto con le sue uve.

 

vino rosato
Moscato Rosa

Quest’uva così profumata è molto delicata da coltivare, poiché soggetta a vari problemi in fioritura e maturazione, che ne riducono drasticamente la capacità produttiva.

Tutte queste caratteristiche, abbinate ai sentori così raffinati, hanno determinato, da sempre, la sua considerazione quale uva ‘nobile’ e preziosa, anche per la sua innata capacità di accumulare grandi quantità di zuccheri e di produrre vini deliziosi.

Il Moscato Rosa viene prodotto come Vendemmia Tardiva (in caso subisca surmaturazione in pianta), o come Passito (in caso subisca appassimento dei grappoli dopo la vendemmia).

In Trentino Alto Adige, terra particolarmente vocata per la sua coltivazione, dà origine alla DOC Alto Adige Moscato Rosa (o Rosenmuskateller) e alla DOC Trentino Moscato Rosa. E’ coltivato anche in Piemonte e in Friuli, dove dà origine alla DOC Friuli-Isonzo.

A questo dolce che sembra dipinto, ho abbinato il Moscato Rosa ‘Rosis’ 2017 della Cantina di Bolzano, perché tra quelli alto atesini è, molto semplicemente e secondo il mio personale giudizio, uno dei migliori per rapporto qualità prezzo. E anche perché è delizioso, sempre molto semplicemente!

 

La cantina Bolzano rappresenta un'altra storia di successo di un grande ente che riunisce lavoro, intenti e produzione di tanti piccoli vignaioli e relative famiglie dell'Alto Adige. Un grande consorzio in cui si sono fuse, nel 2001, la cantina di St. Magdalena e quella di Gries, precedentemente cooperative già importanti e note, che ha riunito circa 224 viticoltori per un totale di circa 350 ettari di vigne coltivate, ad un’altitudine compresa tra i 200 e i 1.000 metri. Bolzano si trova in una zona particolarmente vocata per la viticoltura, al centro di una grande conca assolata e contornata da pendii scoscesi; i vigneti dell’azienda si trovano sui caldi terreni alluvionali di Gries e Santa Maddalena o in appezzamenti ben ventilati, con terreni leggeri di porfido quarzifero, alle pendici del Renon.

vigne

Le origini di Kellerei Bozen sono, in realtà, ben più lontane e risalgono al 1908, quando gli agricoltori di Gries presero la decisione di fondare una cooperativa vitivinicola, che si prefiggeva di valorizzare uno dei vitigni più importanti della zona, l’autoctono Lagrein, creando vini di grande qualità, al tempo non così praticata. Nel 1930 viene fondata da 18 viticoltori un’altra piccola cooperativa a Santa Maddalena, che anno dopo anno si propose di produrre, da uve Schiava, un vino di grande pregio: il Santa Maddalena, scelta anche questa fuori dal comune. Dalla fusione di queste due anime di uno stesso territorio nasce Cantina Bolzano, la cantina di produttori che si fa portavoce delle due vini che regnano in zona, il Lagrein e il Santa Maddalena, ma che è stata anche capace di ampliare la propria produzione, coltivando altre uve e proponendo sempre vini di grande qualità, sia rossi che bianchi.

Ancora oggi tutti i soci sono coltivatori diretti; questo perché Bolzano, dove ha sede la cantina, è stata la prima zona ad aver introdotto i ‘masi chiusi’: entità produttive che nella fase ereditaria non possono essere divise. I viticoltori vivono dunque di agricoltura, in mezzo alle loro vigne, producendo qualità.

L’ultima mirabile fatica del consorzio è stata la costruzione della nuova cantina: un edificio all’avanguardia dal punto di vista architettonico, del risparmio energetico e della sostenibilità, realizzato con lo scopo di continuare e migliorare la produzione di vini eccellenti, guardando anche alla tutela delle generazioni future.

Ma veniamo ora alle dolci note di degustazione.

Uve: Moscato Rosa 100%. Zona di produzione: dintorni di Bolzano a 250 m s.l.m. Vinificazione: leggero appassimento delle uve selezionate, fermentazione a temperatura controllata e maturazione in acciaio con successivo affinamento in bottiglia.

Rosso tra il rubino ed il granato, brillante e trasparente; unghia granato. Figlio di un’annata calda e siccitosa, al naso si presenta comunque intenso, con note floreali e fruttate mature, ma fini e ben fuse: tanta rosa rossa e canina quasi appassite e in colonia, poi una macedonia di mirtilli, mora, visciole e fragoline di bosco dolcissimi, maturi ma ancora integri, immersi in incenso, chiodo di garofano e leggero smalto.

Al palato sono presenti lievi note surmature, ma ben supportate da una bella spalla acida che ancora regge benissimo, mitigando piacevolmente la componente zuccherina, da un’ottima sapidità e da un tannino che fa capolino all’ultimo, ma che si accompagna a calore e morbidezza, in equilibrio. Nel finale è lungo, pulito, rispondente, e lascia un buon sapore di mora e mirtillo dolci, spruzzati di essenza di rosa.

 

Un millesimo non dei migliori, ma comunque sempre, come ho detto, delizioso e capace di esaltare questo dolce in maniera egregia…provare per credere!

rosis
rosis
rosis
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