Risate e Risotti a Civitavecchia: ottima enogastronomia e tante risate per ripartire in bellezza!

Risate e Risotti a Civitavecchia: ottima enogastronomia e tante risate per ripartire in bellezza!

chef fiorentino e favale
chef Fiorentino e Favale

Lo scorso 7 agosto si è tenuta la prima serata di Risate e Risotti post lockdown! Una serata in riva al mare frizzante, piena di vita, con tanta bella gente che ha potuto godere di cibo gourmet, ottimo vino e sane risate, linfa vitale visto il cupo periodo che stiamo vivendo.

Finalmente ho potuto partecipare alla prima tappa, che segna la ripartenza dell’evento di grande successo, che da quattordici anni gira l’italia! La kermesse comico-culinaria, ideata da Luca Puzzuoli, che porta in tavola i prodotti dell’ eccellenza enogastronomica italiana, sapientemente cucinati da rinomati chef che, per una sera, affiancano lo staff del locale che ospita l’evento, proponendo menù di alto livello, dove “il riso”, in tutte le sue accezioni, è protagonista: sia nel piatto, che sui volti dei commensali, poiché ogni appuntamento è allietato dalla partecipazione di comici provenienti da Zelig o Colorado Cafè che con le loro esilaranti interpretazioni accompagnano le squisite pietanze.

Al bellissimo tramonto di una gionata calda ed assolata, siamo stati accolti presso il ristorante del Mercure Sunbay Park Hotel di Civitavecchia, un romantico palazzo nobiliare affacciato sul mare, immerso in uno splendido giardino, dotato di un ottimo ristorante, grandi camere affacciate sul mare, accesso ad una bella piscina turchese e ad una comoda spaggia. 

Ad accoglierci, a bordo piscina, un aperitivo a base di freschissime bollicine e tavoli imbanditi di ottimi prodotti gastronomici di nicchia, fiore all’occhiello delle serate organizzate da Luca Puzzuoli.

 

ristorante

Il solerte staff del Mercure ci ha servito immediatamente calici colmi del Prosecco Doc Treviso Amadeus, che le Cantine Briziarelli, umbre, producono grazie alla collaborazione con loro partner commerciale Enotrade, per aggiungere una bollicina fresca, perfetta come aperitivo, a completare la loro offerta. Un vino da proporre senza indugio nel corso di calde serate estive come questa, ma non solo!

Prosecco Doc Treviso Extra Dry Amadeus

Uve: 100% Glera. Vinificazione: il processo di spumantizzazione avviene secondo metodo Charmat, in autoclavi di acciaio, per minimo 30 giorni.

Giallo paglierino brillante, dal perlage vivace. 

Al naso si esprime fragrante e di buona intensità, con sentori freschi di fiori bianchi, susina acerba, salvia e mela. La beva è molto fresca, dissetante, anche grazie ad una bollicina non troppo invasiva, sapida, beverina. E’ molto gradevole, data anche la dola zuccheri contenuti e ad un finale leggermente ammandorlato, che rivela la presenza in purezza della Glera. 

La storia delle Cantine Briziarelli inizia in Umbria nei primi del Novecento: Pio Briziarelli, ambizioso imprenditore locale e filantropo, fonda la sua azienda agricola. Comincia così la coltivazione dei vigneti e la lavorazione delle uve ( nella vecchia Cantina di Marsciano), l’allevamento con selezione di vacca chianina e, successivamente, la coltivazione di oliveti e seminativi. Si forma così la Società Agricola Briziarelli, che anche oggi include attività diverse, ma sempre finalizzate ad ottenere qualità.

 

Nel 2000, le Cantine Briziarelli realizzano un ulteriore progetto tra Bevagna e Montefalco, in un podere di 50 ettari, nella zona vinicola del Sagrantino DOCG. L’attività cresce rapidamente, con un secondo impianto di vigneti nel 2006 e nel 2012 arriva la nuova cantina ed oggi i prodotti dell’azienda vengono esportati in tutto il mondo, con il lavoro e la passione di sempre. (https://www.cantinebriziarelli.it/it/).

 

vino bianco

Presso il primo banco ad attenderci c’era Pierluigi Presciuttini, titolare dell’omonimo frantoio, sempre affabile e pronto a raccontare la storia d’amore con i suoi oliveti ed i suoi oli, situati a Montefiascone, in provincia di Viterbo. Nato e cresciuto in mezzo agli olivi e nel frantoio di famiglia, attualmente gestisce circa 3000 piante, quasi tutte recuperate dall’abbandono negli ultimi 4 anni. Molte cultivar sono caninesi, molte altre frantoio, leccino e moraiolo. Noto e molto premiato, in particolare, il suo olio evo ‘DiNotte’, raccolto e spremuto, appunto, di notte per evitare i processi di ossidazione dovuti alla luce solare e i processi fermentativi dati dalle alte temperature. Questo olio ha un carattere deciso, ma allo stesso tempo dolce: è’ un fruttato leggero, con una punta di amaro che lo rende piacevole con qualunque pietanza (https://www.frantoiopresciuttini.it/).

presciuttini

In un successivo banco si potevano assaggiare bicchierini finger food di Lago Vivo, a base di coregone marinato e polvere di Lamponi dei Monti Cimini. Lago Vivo è una cooperativa che nasce, all'inizio del 2013 a Bolsena, dall’idea e dalla passione di una famiglia di pescatori e di artigiani della trasformazione del pesce di lago. I pesci pescati vengono immediatamente affidati alla catena del freddo, poi lavorati freschi, marinati o affumicati. Il prodotto di punta è il coregone ma, in generale, è specializzata nella produzione di carpacci e affumicati anche di altro pescato di lago: i prodotti più tipici e conosciuti in zona. La filosofia aziendale è basata sull'eccellenza qualitativa del prodotto e sulla massima attenzione al servizio clienti: nello stabilimento di produzione, l’antica arte manuale e la tecnologia convivono in perfetta armonia, per garantire ai consumatori un prodotto sicuro di alta qualità (https://www.lagovivo.eu/it/).

Ultima ‘tappa gastronomica’ precedente la cena, è stata quella al banco del Lamponi dei Monti Cimini. Nata nel 2011 alle pendici della Faggeta dei Monti Cimini, a quasi 800 metri, l’ Azienda Agricola di Massimiliano Biaggioli coltiva trasforma lamponi per mille usi in cucina o da assaggio: in composte a basso tenore zuccherino, anche in tipologie molto originali (lampone e lavanda, o cannella, limone, zenzero, vaniglia, cardamomo, peperoncino); in cristalli di zucchero, in polvere ed in tisana. Massimiliano Biaggioli ama raccontare la storia di quest’azienda di nicchia, che è poi la sua storia: diploma di geometra, poi studi di economia ed esperienza in ambito informatico, da sempre amante dei lamponi che poteva gustare nel giardino dei nonni. Tornato da Londra, in cui risiedeva per lavoro, nel 2011 la sua passione ha preso il sopravvento: ha deciso di cambiare vita, trasformando il giardino della casa ereditata in un’azienda (di un ettaro tondo tondo!), in cui i lamponi vengono trattati quasi come figli, con coltivazione bio e naturale, e raccolti rigorosamente a mano. Massimiliano ci ha fatto assaggiare la Lamponella, una gradevolissima tisana in bottiglia da servire fredda, ottenuta dalle foglie dei lamponi. Servita nella versione con o senza zucchero e, per i più viziati, a cui ha aggiunto del Gin in versione coktail estivo. L’ho trovata buonissima, particolare e davvero molto dissetante (https://www.lamponideimonticimini.com/).

Finito il goloso assaggio gastronomico, ci siamo accomodati a tavola dove ci aspettava il menù creato dallo Chef Claudio Favale, volto noto dell’edizione 2018/19 de “La Prova del Cuoco”. Docente e scrittore di origine salentine, a Roma da sempre, è cresciuto professionalmente attraverso rinomati locali: Corsetti, Hotel Parco dei Principi, Roscioli, “La Veranda” dell’Hotel Columbus, uno dei luoghi de “La Grande Bellezza”, fino al Simposio dell’enoteca Costantini. Il menù presentato era frutto di ispirazione alla cucina tradizionale italiana, con maniacale attenzione nella ricerca delle materie prime e metodi di cottura light. Ad affiancare questo talentuoso chef era presente anche Chef Baldassarre Fiorentino, esperto di gastronomia campana, in particolare dei pregiati prodotti della Costiera Amalfitana, sommelier e wine advisor, proprietario del ristorante Villa Balda.

Ecco tutte le portate golose e raffinate che abbiamo gustato, una gioia per occhi e palato:

Tartara di tonno. 

Risotto Carnaroli (un prodotto di nicchia: Riso Maremma -https://www.risomaremma.it/ - coltivato nella Maremma toscana) ajo e oljo, gamberi rossi, the nero affumicato e lime.

Fusilli mantecati al burro di limone e colatura, asparagi e pancetta asciutta (creati con Fusilloro dell’Antico Pastificio Rosetano Verrigni - https://verrigni.com/ -, una pasta trafilata in oro!). 

Baccalà in ben tre versioni: bugnola con composta di pesche al vino e polvere di lamponi, mantecato con panella, arrosto cotto a bassa temperatura.

Predessert: Cocktail spice erbette e fichi

Tiramisù.al pistacchio

 

Abbinati al menù, sono state offerte due etichette dell’azienda La Carraia, alla presenza del produttore Marco Gialletti: un’azienda che esprime a perfezione il territorio di Orvieto da cui proviene, da secoli così vocato alla viticoltura e all’eccellenza.

La Carraia nasce ad Orvieto nel 1988 dalla collaborazione tra una famiglia di esperti viticoltori, i Gialletti, ed una famiglia di notissimi winemakers, i Cotarella. 

Sin dagli esordi, La Carraia si è impegnata a coniugare la tradizione millenaria del vino di Orvieto, prima etrusca poi romana, al costante lavoro di ricerca, tra tradizione e innovazione; per ottenere vini sempre migliori. Lo stile produttivo tiene in grande considerazione il gusto del mercato e le tecniche enologiche più moderne, ma sempre valorizzando le caratteristiche varietali delle uve coltivate ed il territorio di cui sono espressione. Anche a tal fine, l’azienda ha debuttato 1988 con un Orvieto Classico DOC., frutto di una meticolosa selezione di cloni a bassa produttività, dotati di un migliore profilo aromatico e organolettico. 

 

I vitigni coltivati spaziano dagli autoctoni (o tradizionali) Procanico, Grechetto, Vermentino, Sangiovese, agli internazionali Viognier, Chardonnay, Merlot, Cabernet Sauvignon, per realizzare tante etichette di vini bianchi e rossi, alcuni dei quali noti e premiati: come, tra i bianchi, Poggio Calvelli, Le Basque, Conte Marzio. Quest’ultimo, in particolare, è una delle ‘punte di diamante’ dell’azienda, che nasce dalla passione della famiglia per le storie che hanno reso grande la propria terra e dalla volontà di narrarle attraverso prodotti di qualità. Conte Marzio era un nobile della famiglia dei Baschi, figlio del di Ranuccio, che prese in mano la Signoria (presso Baschi) e la restaurò ridonandole l’antico splendore, commissionando importanti opere che resero il paese umbro un prezioso, piccolo centro rinascimentale. Il Conte Marzio. è un vino bianco importante, complesso ed elegante, da uve Chardonnay, Grechetto e Vermentino, nate e cresciute su uno dei suoli più vulcanici e ricchi di ciottoli dell’azienda, al fine di regalare uno dei prodotti più rappresentativi di La Carraia. Tra i rossi notevoli Fobiano, Tizzonero, Querciascura, Solcato; senza dimenticare i monovarietali (https://www.lacarraia.it/).

A cena ci sono stati serviti due vini bianchi, perfetti in abbinamento al menù proposto:

Le Basque 2019

Uve: Grechetto e Viognier. Vinificazione: Criomacerazione per 12 ore a 7 °C. 

Giallo tra il paglierino ed il dorato, brillante.

Al naso intenso, fruttato: ananas, pesca, mela acerba; poi salvia, fiori di pesco, leggera spezia, zafferano in polvere. 

Al palato è rispondente: fine e delicato nella retrolfattiva e non s’impone per struttura, ma per netta presenza di sapidità, roccantezza e vena minerale, che invogliano tanto la beva!

 

Orvieto Classico Superiore “Poggio Calvelli” 2018

Uve: Procanico e Grechetto min. 60%, più altri vitigni raccomandati in Umbria. Vinificazione: Criomacerazione per 12 ore a 7 °C. Affinamento: solo lo Chardonnay (il 10% del blend) in barriques, per circa tre mesi.

Giallo paglierino scarico, brillante, abbastanza consistente.

Al naso fine, delicato, di buona intensità, in cui si percepisce una buona fusione di fiori e frutti freschi: biancospino, acacia, bergamotto, cedro, susina, conditi da lievi erbe aromatiche, tiglio e salvia, pietra pomice ed un soffio di vaniglia finale.

Al palato decisamente fresco, minerale, di giusto calore e corpo, persiste a lungo in bocca lasciando un buon saporedi cedro e vaniglia.

 

Le portate della cena sono state intervallate da tante risate, orchestrate dai due bravissimi Sequestrattori, coppia nell’arte della comicità e nella vita. Lei milanese, lui romano: un binomio atipico, ma azzeccato! Frizzanti e prorompenti, Barbara Boscolo e Christian Generosi crescono come animatori nei migliori villaggi vacanze. Intraprendono la strada dello spettacolo nel 2002, formando il duo I Sequestrattori, esibendosi in numerosi locali di Milano e provincia. successivamente si trasferiscono nella capitale, dove prendono parte al “Master della Comicità” e alla rassegna “Tutte le risate portano a Roma”. Pippo Baudo li sceglie per partecipare al varietà televisivo “Sabato Italiano” su RaiUno e da lì, intervengono in diverse trasmissioni TV: “Caffè Teatro Cabaret”, “Matinée” e “Super Trambusto”. Nel 2009 diventano i conduttori del Laboratorio Zelig di Roma e nello stesso anno entrano nel cast di “Zelig Off” .

Un curriculum impressionante, che non esclude minimamente una comicità spontanea, immediata, ‘alla mano’, ma anche tagliente e decisamente sarcastica! Hanno espresso le realistiche nevrosi di una coppia sull’orlo di una crisi coniugale e di nervi, a causa delle quasi totali differenze reciproche. Differenze che nascono, innanzitutto, dall’antitetica provenienza geografica: il contrasto Roma-Milano quale scintilla che fa scoppiare differenti opinioni e gag esilaranti e travolgenti. I due, alla fine, si trovano comunque e sempre insieme, anche se costantemente con l’intento di punzecchiarsi alla prima occasione.

La serata si è conclusa in bellezza, con i balli sfrenati innescati dalla irresistibile regia di Giò Brunetti, uno dei DJ di musica house and mix più conosciuti ed apprezzati. Uno stile inconfondibile, dove il ritmo e l’energia, la velocità e la tecnica perfetta rendono le serate sempre coinvolgenti; richiestissimi i suoi tantissimi remix e bootleg: uno tra tutti l’amatissimo “Hoy” di Gloria Estefan. Giò è stato in grado di far proseguire la bella festa e di farci ballare fino quasi all’alba!

Sponsor della serata: Antico pastificio Verrigni, Lamponi dei Monti Cimini, Riso Maremma, Casolaro Hotellerie, Agnelli pentole professionali, frantoio Presciuttini “l’olio di notte”,  Lagovivo, Cantina La Carraia, Associazione italiana food blogger. Non da ultimo, lo sponsor

Pentole Agnelli, da sempre sostenitore di “Risate&Risotti”, ha omaggiato gli chef con la padella svasata Shark Skin, panno logato e manuale strumenti di cottura Saps Agnelli Cooking Lab.

Beh...non resta che prepararni per la prossima serata: si terrà nuovamente al Mercure Sunbay Park Hotel, il 21 agosto 2020, con un menù creato da chef Salvo Cravero e la comicità di Nino Taranto. Da non perdere!

 

I SEQUESTRATTORI
I SEQUESTRATTORI

Vi aspettiamo al prossimo evento!